| Aiuti a distanza per bambini di famiglie povere |  |
Il progetto "sostegno a distanza" è, tra i vari modi di fare
Cooperazione, il più rischioso per chi cerca di essere corretto con la
persona donatrice. I bambini vivono in realtà diversissime dalla nostra
e spesso è difficile riuscire a seguire il bambino, perchè andare a
scuola non è un obbligo. I bambini vanno a scuola, non di rado, contro
la volontà del padre che preferirebbe usarli per chiedere l'elemosina o
per lavorare nei campi.
Il termine adozione a distanza è errato e spesso causa di confusione.
Si deve parlare di sostegno a distanza.
Determinante, per un buon progetto di sostegno a distanza, è
l'affidabilità del referente in luogo, colui che riceve periodicamente
i soldi dell'associazione e che si incarica di non darli direttamente
alla famiglia, che li sprecherebbe per scopi meno nobili, ma di
utilizzarli per la retta scolastica, per comprare il materiale
didattico, spesso anche per il cibo e per i vestiti.
I nostri referenti, quasi sempre missionari, hanno poi il compito di
raccogliere informazioni, disegni, letterine da inviare
all'associazione per testimoniare l'avvenuta assistenza al bimbo in
sostegno.
La Primogenita ha, inoltre, deciso di tenere bambini in sostegno nei
paesi dove attua altri progetti di cooperazione, poichè abbiamo la
possibilità di essere spesso nel territorio e di avere, perciò,
rapporti diretti con i referenti del sostegno.
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